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sabato, 12.01.08
COMUNICATO STAMPA NUCLEO DI OZZANO: SULLE CELEBRAZIONI DEL PODESTA' FASCISTA
Il Partito Comunista dei Lavoratori di Bologna, a seguito della notizia di celebrare il Podestà fascista di Ozzano Emilia, in occasione della Giornata della Memoria, sabato 26 gennaio prossimo, nel Palazzo della Cultura a Ozzano, condanna duramente e senza timore alcuno, il nuovo revisionismo storico-politico messo in piedi dall'Amministrazione Comunale di Ozzano, guidata da PD-PSI-PdCI-Verdi. Ritiene vergognosa e vile questa operazione di falso-storico, che coinvolge spudoratamente le terze medie della scuola E. Panzacchi di Ozzano in questa falsa ricostruzione di ricerca, e condotta per fini esclusivamente politici, appoggiandosi in modo equivoco, strumentale e meschino, su giovani studenti di tredici anni.
Il Partito Comunista dei Lavoratori chiede alla cittadinanza di protestare affinché venga ritirata immediatamente questa scelta aberrante e si dica la verità ai giovani su cosa è stato il fascismo.
(Riportato dal numero dell'11/01/2008 del Il Domani pagine Area metropolitana Pianura)
lunedì, 07.01.08
1° CONGRESSO DI FONDAZIONE DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
RASSEGNA STAMPA:
FONDAZIONE PCL, FERRANDO: "Governo Prodi totalmente conforme a Confindustria"
Si è svolto a Rimini il congresso fondativo del Partito Comunista dei Lavoratori. Un anno e mezzo fa la rottura con Rifondazione Comunista, colpevole di essere entrata al Governo e soprattutto si sostenerlo in Parlamento. Dal podio dell'Hotel Royal, il portavoce nazionale Marco Ferrando non risparmia proprio nessuno dai suoi strali: Governo e maggioranza, ovviamente, ma anche tutta la sinistra. Si salvano i movimenti e i sindacati di base. E più che altro si salvano milioni di lavoratori, di disoccupati e di pensionati, a cui qualcuno dovrà pur seriamente cominciare a pensare, da sinistra. Ferrando avoca a sé e al suo partito (e sottolinea "partito) questa capacità di farlo. "Il programma del Governo Prodi -premette Ferrando- è totalmente conforme a Confindustria , come dimostrò, ad esempio, l'anno scorso il cuneo fiscale che portò 6 mld di euro di sgravi alle imprese". E giù duro anche contro Diliberto e Bertinotti. "Quando vediamo il presidente del Consiglio, alla conferenza stampa di Natale, ostentare i propri doni agli industriali senza che nessuno, nemmeno da sinistra, alzi un dito, quando vediamo un Oliviero Diliberto che evoca la salma di Lenin mentre continua a votare le missioni di guerra, quando vediamo Fausto Bertinotti che negozia con Berlusconi leggi elettorali e presenta le encicliche di Papa Ratzinger proprio mentre l'alleata Binetti vota contro i diritti degli omosessuali su ispirazione divina, abbiamo la conferma della nostra distanza politica e morale dall'Unione".
FONDAZIONE PCL, FERRANDO /2: Grande industria teme rottura sociale
"Le ragioni del nostro nuovo partito non stanno solo nell'opposizione" spiega Ferrando dal podio dell'Hotel Royal di Rimini "ma in vent'anni di storia italiana. L'obiettivo principe è quello di "ricostruire un nuovo movimento operaio". Il PCL nasce oggi, "ma ha una sua storia, quella di quasi 20 anni di battaglia politica contro la deriva della sinistra italiana. Il capitalismo italiano migliora le proprie posizioni sulla pelle di milioni di operai e di giovani precari. La nuova concertazione tra Prodi, Epifani e Montezomolo significa subordinare ancora di più i salari al profitto. Le missioni di guerra, utili al posizionamento del capitalismo italiano nel mondo, in Libano, nei Balcani, in Afghanistan, ricevono miliardi su miliardi a scapito della spesa sociale e contro i diritti di autodeterminazione dei popoli".
E guai a diffidare dei moniti "buonisti" di quella borghesia che "domina più di prima e che domina più di prima, e che tuttavia ha un consenso sempre più ridotto nel resto della società. Se addirittura il governatore Draghi e Montezemolo, nel mentre rapinano i salari, ne riconoscono la pochezza, lo fanno non per buon animo, ma perché temono la rottura sociale. Per il centro-sinistra, tenere insieme Montezemolo e i suoi operai, le banche e le famiglie indebitate, è impresa alquanto ardua.
Proprio le peggiori misure anti-operaie e anti-lavoro hanno avuto il determinante sostegno delle forze della sinistra. E' stato un sostegno decisivo per far passare nella società italiana queste misure che altrimenti avrebbero incontrato più opposizione e minor rassegnazione".
FONDAZIONE PCL, FERRANDO / 3: Sinistra Arcobaleno? Sinistra Arlecchino.
Tante e gravissime le colpe della Sinistra, compreso il suo rapporto con i movimenti: "e' una Sinistra che usato i movimenti per una scalata istituzionale e burocratica contro i movimenti stessi". E la Sinistra Arcobaleno? "La Sinistra Arcobaleno non è altro che la nuova veste Arlecchino. La sua cancellazione di falce e martello non è altro che la cancellazione delle ragioni del lavoro". La Sinistra Arcobaleno avrebbe "il compito di ridare vita "ad una nuova socialdemocrazia come canale di integrazione e subordinazione del potere operaio". Ma non ci riuscirà: "questo progetto strategico si scontra con limiti e contraddizioni profonde, quale la massa critica modesta della nuova sinistra arcobaleno, nella sua debolezza di radicamento sociale all'interno del movimento operaio. Di certo la socialdemocrazia della seconda repubblica appare infinitamente lontana dalla forza che il PCI aveva nella prima. Da qui la difficoltà ad alimentare entusiasmo nel nuovo soggetto e nel produrre nella base un effetto di trascinamento e di identificazione in esso. La bastonata inferta al popolo del 20 ottobre e alle sue speranze col voto a favore del protocollo sul welfare è indicativa, e, anzi, il parto della Sinistra Arcobaleno coincide con la crisi profondissima di Rifondazione".
Le parole più dure sono forse quelle sulla guerra in Iraq: "non c'è risposta reale alla domanda di pace senza aperta rottura con l'imperialismo e senza chiamare in causa gli interessi delle nostre classi dominanti e i crimini delle loro truppe tricolori come quelli compiuti in Iraq nella battaglia dei ponti con l'assassinio impunito di decine di irakeni. Tutti ricordano gli italiani uccisi a Nassiriya nessuno ricorda bimbi e donne gravide colpiti dal piombo delle truppe italiane."
Nasce il Partito comunista dei lavoratori: sarà mica l'unico coerentemente anticlericale a sinistra?
Marco Bazzichi - resistenzalaica@gmail.com
(4 gennaio 2008)
Al secondo giorno di congresso un'intervista a Ferrando approfondisce il tema della funzione sociale ed economica del Vaticano e le ragioni della conseguente coerente scelta anticlericale del PCL
Rimini, 4 gennaio 2008.
"Per essere coerentemente anticapitalisti, dobbiamo essere coerentemente anticlericali". Così recita uno dei punti programmatici del nuovo partito nato nell'estrema sinistra, il Partito Comunista dei Lavoratori, di cui si è appena svolto il congresso fondativo, a Rimini. Un anno e mezzo fa la rottura con Rifondazione Comunista, colpevole di essere entrata al Governo e soprattutto si sostenerlo in Parlamento.
Dal podio dell'Hotel Royal, il portavoce nazionale Marco Ferrando non risparmia proprio nessuno dai suoi strali: Governo e maggioranza, ovviamente, ma anche tutta la sinistra. Si salvano i movimenti e i sindacati di base. E più che altro si salvano milioni di lavoratori, di disoccupati e di pensionati, a cui qualcuno dovrà pur seriamente cominciare a pensare, da sinistra.
Dietro il linguaggio che a molti può far sorridere, dietro ai richiami a Trotzky o Marx, dietro la falce e il martello, si svela un'analisi della società italiana che è assai difficilmente aggredibile. Se oggi l'anticapitalismo non vuol dire impegnarsi nell'abolizione della proprietà privata, ma impegnarsi per salari più dignitosi, vuol dire anche riconoscere le roccaforti di una società palesemente ingiusta. Palesemente ingiusta verso i più deboli, leggi pensionati e operai, ma palesemente ingiusta verso tutto ciò che esce dal solco della sacra famiglia cattolica. E in questa rivendicazione di una coerenza anticlericale, per Marco Ferrando e i suoi si tratta di riconoscere il Vaticano come una di queste roccaforti.
Non solo Fiat insomma, non solo spesa militare, ma anche Vaticano, vero e proprio intermediario della spesa pubblica e fonte di ingiustizia sociale. Binetti e finanze vaticane insomma, a braccetto: da una parte si negano le unioni civili, dall'altra si alimenta un sempre più vasto oceano fatto di potere finanziario e di hotel che, grazie a una cappella, non pagano l'Ici. E per ogni euro non pagato da qualcosa, in questo caso la Chiesa o il ristoratore, ce n'è uno in più da pagare per l'operaio. Non fa una grinza.
"A differenza della Sinistra Arcobaleno - tuona Ferrando dal podio dell'Hotel Royal di Rimini - il partito che vogliamo costruire non piegherà mai la verità ai codici della convenienza, del silenzio e della complicità". Per rispondere realmente alla "domanda laica ed anticlericale, così presente in tanta parte della società italiana" è necessario "ricondurre le lotte importanti per i diritti civili e le conquiste democratiche come la 194 alla connessione col potere materiale della Chiesa e alla sua profonda connessione col capitalismo italiano e mondiale".
Non vi è autentica risposta alla domanda laica ed anticlericale "senza rivendicare ad esempio non solo la soppressione dei finanziamenti pubblici oggi elargiti a scuole e sanità private, ma l'esproprio del gigantesco patrimonio immobiliare della Chiesa che va devoluto alle esigenze sociali di milioni di lavoratori e di diseredati". Non c'è Pd né Sinistra Arcobaleno che tenga: "Il Cardinal Bertone rivendichi pure il Togliatti dell'articolo 7 come modello per Walter Veltroni, noi all'opposto vogliamo rompere con la lunga e ossequiosa sudditanza storica della sinistra italiana al Vaticano. Quando diciamo che siamo coerentemente anticlericali perché siamo coerentemente anticapitalisti, diciamo questo".
Seguendo il filo del suo intervento, abbiamo chiesto a Marco Ferrando, portavoce del Partito Comunista dei Lavoratori:
Si può dire che c'è un rapporto tra la mancanza di laicità in Italia e il capitalismo italiano?
"C'è una costante di lungo corso, anche qui, della storia della sinistra italiana. Tutte le sinistre trasformiste che hanno cercato una propria ricollocazione sul terreno di un governo ben accetto dalle classi dominanti hanno dovuto subordinarsi al Vaticano. Il Vaticano è un pezzo materiale del blocco dominante. Non è semplicemente un'ideologia, una somma di valori, è una componente organica di quello che oggi è il capitale finanziario, spesso il capitale industriale... per questo diciamo solo essendo coerentemente anticapitalisti si può essere coerentemente anticlericali. Solo da una sinistra che rompa col trasformismo e quindi col compromesso storico con la classe dominante, incluso il Vaticano, si può fare una battaglia di fondo sulla laicità. Le sinistre di governo da un anno e mezzo, persino sul terreno dei diritti civili, sono a capo chino nei confronti della Chiesa. Persino sui Dico! Voglio dire...sull'unica parvenza, persino simbolica, di politica progressista, persino su quello si chinano ai diktat della Binetti, alle compatibilità col Vaticano".
Però la Binetti fa comodo...
"Eh sì, perché ognuno si sceglie la sua parte in commedia. Il problema non è la parte che ognuno si sceglie nella commedia, ma la commedia. Questa è la tragedia del popolo della sinistra in Italia".
La Binetti non ha avuto lo stesso trattamento di Turigliatto
"No, decisamente, no".
martedì, 04.12.07
VERGOGNA
TUTTI AI PIEDI DI CONFINDUSTRIA.
COSTRUIAMO IL PARTITO DEI LAVORATORI !
Con l'approvazione del protocollo del 23 luglio su pensioni e lavoro, l'Unione di centrosinistra conferma le scelte di fondo di Berlusconi col voto di tutte le sinistre.
Il "nuovo" Partito Democratico di Veltroni ha presentato il suo biglietto da visita.
Le sinistre cosiddette "radicali" ( sic ) l'hanno seguito a ruota.
E' una vergogna.
domenica, 18.11.07
CIVIS:UN “NUOVO SERVIZIO”…O IL “SOLITO SERVIZIETTO”?
(Volantino distribuito dal
Movimento costitutivo del
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
NUCLEO DI S.LAZZARO)
San Lazzaro assiste in questi giorni alla devastazione del suo sistema di viabilità e dei suoi parcheggi.
E' l'uragano "CIVIS", che questa giunta neocentrista ha colpevolmente fatto calare sulla testa dei suoi concittadini.
PERCHE'?
venerdì, 16.11.07
PER UNA GRANDE ASSEMBLEA NAZIONALE DEI DELEGATI DEL NO
La consultazione sull'accordo del 23 luglio ha registrato un dato inequivocabile: il no all'accordo della grande maggioranza delle grandi fabbriche. Un no tanto più importante a fronte di una consultazione priva di condizioni paritarie di confronto tra si e no e segnata da numerose e provate irregolarità.
Con il proprio voto, il grosso di quella classe operaia industriale che ha fatto la storia del movimento sindacale nel nostro paese ha detto no alla continuità della politica dei sacrifici per i lavoratori a tutto vantaggio per i profitti delle imprese. E ha chiesto una svolta di fondo delle proprie condizioni di vita e di lavoro, e della stessa politica sindacale.
Comitato del No Fiat Cassino; Comitato del No Porto di Genova; Camera del Lavoro Precario - Pescara
Rosi Conza (Rsu Fiom Fiat Mirafiori); Giuseppe Lanza (attivista Cobas slai Fiat Termoli), Fabio Cocco (Rsu SdL Sevel Atessa); Fabio Di Fabio (coord. Cobas Slai Sevel Atessa); Roberto Bozzi (Rsu Filcem Fatro Bologna); Renato Pomari (Rsu Fiom. I.B.M. Vimercate); Debetto Daniele (Rsu Cgil Pirelli, Settimo Torinese); Chiarelli Giovanni (Rsu Cgil Pirelli, Settimo Torinese); Butera Barbara (Pirelli Ve; direttivo provinciale Filcem - Torino); Pierangelo Mantovani (Direttivo Flai Cgil Pavia); Busnelli Massimo (rsu Fiom Brianzacque Giussano); Alfonsina Palumbo (direttivo della Camera del Lavoro di Benevento); Luca Scacchi (direttivo Valle d'Aosta Flc-Cgil); Corrado Barrotta (RSU Nursing Up Az. Osp.ra Umberto I° di Siracusa); Mario Belli (Rapp. Aziendale x SdL Intercategoriale in ASL 1 Milano). Manfredi Storaci (rsa Sala Borsa Bologna), Marco Sinico (rls Alstom Bologna); Ermanno Lorenzoni (Slai Cobas Bologna); Nicola Tradori (Rsu flai ex zuccherificio villasor); Daniele Caboni (rsu Siemens Livorno; dir prov. Fiom); Claudia Mariani (rsu Fiom Merloni Fabriano)...........
Per altre adesioni: l.sorge@alice.it.
mercoledì, 07.11.07
90° ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE
OTTOBRE '17: L'ASSALTO AL CIELO
UNA LEZIONE ANCORA ATTUALE
di Marco Ferrando
E' forse superfluo affermare che la rivoluzione russa ha rappresentato il principale evento storico del Novecento. Ma non è né superfluo né scontato sottolineare oggi l'attualità di quell' evento, di una sua rilettura, delle lezioni immense che esso racchiude per l'azione rivoluzionaria dei comunisti nel mondo.
lunedì, 05.11.07
IL MC/PCL DI BOLOGNA ALLO SCIOPERO GENERALE
Contro l'accordo tra Governo, Padronato e CGIL-CISL-UIL
SCIOPERO GENERALE VENERDI 9 NOVEMBRE
indetto dai SINDACATI di BASE
VEDI LE FOTO NELLA GALLERY!
NOTA SULLA CAMPAGNA ANTIRUMENI
L'assassinio di una donna ad opera di un rumeno è assunto cinicamente, in questi giorni, come manifesto propagandistico del cosiddetto "pacchetto sicurezza" e di una volgare campagna xenofoba.
Centrosinistra e Centrodestra giocano al reciproco scavalco nella promozione e nell'inseguimento della pulsione d'ordine. Larga parte del giornalismo italiano, in particolare televisivo, si fa megafono di un'autentica isteria reazionaria.
Le sinistre di governo, già ampiamente compromesse nella gestione delle politiche dominanti, capitolano all'isteria (pur con mugugni e contorsioni): passando in ventiquattr'ore dall' "astensione fiduciosa" sul pacchetto sicurezza al voto favorevole al decreto d'emergenza antirumeni.
Sull'intera questione, certo delicata, è importante mantenere e articolare una posizione controcorrente.
2 Novembre 2007 MARCO FERRANDO
lunedì, 29.10.07
Per la costruzione dello sciopero generalizzato nazionale del 9 Novembre
Assemblea del Patto contro la precarietà e per i diritti sociali di Bologna
Per la costruzione dello sciopero generalizzato nazionale del 9 Novembre
Il 9 novembre è stato assunto come giornata di sciopero generale e generalizzato dalla assemblea nazionale a Roma il 7ottobre di quest'anno. L'assemblea del 7 ottobre ha costituito il secondo passaggio, dopo la grande manifestazione No Bush No war del 9 giugno, affinché, a livello nazionale, tutte le realtà del sindacalismo di base, i centri sociali, le reti, le associazioni, si prendessero carico di costruire e rilanciare un movimento di lotta sul piano nazionale. Contro la precarietà si è dato vita ad un patto. Patto che deve coinvolgere il maggior numero di lavoratori, precari, studenti e immigrati, e nella giornata del 9 novembre deve generalizzare lo sciopero in tutti i settori sociali. Se la precarietà sociale investe ormai in modo generale le nostre vite, bisogna saper dare una risposta altrettanto generale. Sarebbe un vero salto di qualità se, oltre a bloccare un numero elevato di posti di lavoro, riuscissimo ad incidere sulla vita e sulla circolazione di merci e profitto nelle principali città con una vera e incisiva generalizzazione dello sciopero.
Per rilanciare le ragioni dello sciopero del 9 e per far si che sappia generalizzarsi in tutta la città
Assemblea cittadina 5 novembre ore 20.30 Sala Farnese di Palazzo d'Accursio
Sciopero generale e generalizzato 9 novembre
manifestazione ore 9 Pzza. XX settembre Bologna
Patto contro la precarietà e per i diritti sociali Bologna
prime adesioni:
Confederazione Cobas, Confederazione Unitaria di Base, Teatro Polivalente Occupato, Laboratorio CRASH, VAG61, Network della Comunicazione Antagonista "Malabocca", C38-Uniriot, Rete ricercatori precari-Bo, Collettivo Universitario Autonomo, Coord studenti medi ISKRA, Associazione Sinistra Critica, movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori, Rete dei Comunisti
martedì, 23.10.07
LETTERA APERTA AI MANIFESTANTI DEL 20 OTTOBRE
Perché non abbiamo aderito a questa manifestazione
CON VOI, MA NON CON PRODI
(volantino distribuito in occasione della Manifestazione del 20 ottobre)
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- IN DIFESA DELLE PENSIONI
- PERCHÈ ADERIRE AL PROGETTO DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
- DOPO UN ANNO DI GOVERNO PRODI, S’IMPONE UN BILANCIO.
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