PCL Sezione Bologna

PER UNA GRANDE ASSEMBLEA NAZIONALE DEI DELEGATI DEL NO

La consultazione sull'accordo del 23 luglio ha registrato un dato inequivocabile: il no all'accordo della grande maggioranza delle grandi fabbriche. Un no tanto più importante a fronte di una consultazione priva di condizioni paritarie di confronto tra si e no e segnata da numerose e provate irregolarità.
Con il proprio voto, il grosso di quella classe operaia industriale che ha fatto la storia del movimento sindacale nel nostro paese ha detto no alla continuità della politica dei sacrifici per i lavoratori a tutto vantaggio per i profitti delle imprese. E ha chiesto una svolta di fondo delle proprie condizioni di vita e di lavoro, e della stessa politica sindacale.

Comitato del No Fiat Cassino; Comitato del No Porto di Genova; Camera del Lavoro Precario - Pescara

Rosi Conza (Rsu Fiom Fiat Mirafiori); Giuseppe Lanza (attivista Cobas slai Fiat Termoli), Fabio Cocco (Rsu SdL Sevel Atessa); Fabio Di Fabio (coord. Cobas Slai Sevel Atessa); Roberto Bozzi (Rsu Filcem Fatro Bologna); Renato Pomari (Rsu Fiom. I.B.M. Vimercate); Debetto Daniele (Rsu Cgil Pirelli, Settimo Torinese); Chiarelli Giovanni (Rsu Cgil Pirelli, Settimo Torinese); Butera Barbara (Pirelli Ve; direttivo provinciale Filcem - Torino); Pierangelo Mantovani (Direttivo Flai Cgil Pavia); Busnelli Massimo (rsu Fiom Brianzacque Giussano); Alfonsina Palumbo (direttivo della Camera del Lavoro di Benevento); Luca Scacchi (direttivo Valle d'Aosta Flc-Cgil); Corrado Barrotta (RSU Nursing Up Az. Osp.ra Umberto I° di Siracusa); Mario Belli (Rapp. Aziendale x SdL Intercategoriale in ASL 1 Milano). Manfredi Storaci (rsa Sala Borsa Bologna), Marco Sinico (rls Alstom Bologna); Ermanno Lorenzoni (Slai Cobas Bologna); Nicola Tradori (Rsu flai ex zuccherificio villasor); Daniele Caboni (rsu Siemens Livorno; dir prov. Fiom); Claudia Mariani (rsu Fiom Merloni Fabriano)...........

Per altre adesioni: l.sorge@alice.it.

Proprio per questo, pensiamo che la battaglia del no non possa finire con la chiusura delle urne, ma debba darsi una continuità e una prospettiva. E a definire continuità e prospettiva debbono essere innanzitutto i lavoratori stessi, a partire da quelle realtà di fabbrica che hanno condotto in prima persona la battaglia del no, registrando un consenso maggioritario nel proprio posto di lavoro.
Troppi sono oggi gli "interpreti" del nostro no nelle sfere politico istituzionali. Tra chi lo legge in modo sprezzante come il voto residuale degli ultimi moicani. E chi, pur valorizzandolo, lo riduce a una pura "espressione di sofferenza" di cui tener conto nella confezione conclusiva di un accordo che tanti operai hanno respinto.

Invece devono essere i lavoratori a interpretare il proprio no, esprimendo con chiarezza e sino in fondo la domanda di alternativa che esso rivela. Per questo, come lavoratori e lavoratrici impegnati in queste settimane nella battaglia del no all'interno delle nostre aziende, proponiamo a tutte le realtà di fabbrica e di lavoro protagoniste di questa battaglia di promuovere una grande assemblea nazionale di delegati del NO, designati dai rispettivi luoghi di lavoro. Una assemblea che possa realizzare un quadro comune di discussione tra delegati di diversa appartenenza sindacale attorno a una comune esigenza: rilanciare una piattaforma di mobilitazione del movimento operaio, democraticamente definita dai lavoratori stessi, che assuma coerentemente le vere richieste del mondo del lavoro. Richieste che non possono essere subordinate e sacrificate a nessun quadro politico, né di centrodestra né di centrosinistra.

Autore: pclbo Categoria: Giù le mani da TFR e Pensioni! Letto 165x volte venerdì, 16.11.07 12:22:12 Permalink Punti "Karma": 0. Ti piace questo articolo? [SI/NO]

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